Gli affitti brevi perdono appeal: AIGAB documenta il declino degli annunci turistici su Milano e Roma
Il mercato degli affitti brevi in Italia, sta attraversando una fase di contrazione significativa, come evidenziato dal recente studio condotto dall’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (AIGAB). I dati rivelano un calo preoccupante nella presenza di annunci sulle principali piattaforme di Online Travel Agency (OTA), con ripercussioni particolarmente evidenti nelle grandi città italiane.
Secondo l’analisi, Milano registra una diminuzione del 9% degli annunci turistici, mentre Roma segue da vicino con un calo dell’8%, per arrivare al meno 20% di Firenze.
Questo fenomeno è largamente attribuibile all’introduzione di nuovi e stringenti obblighi normativi che stanno gravando sui proprietari. L’implementazione di standard di sicurezza più rigidi ha comportato costi aggiuntivi non indifferenti, mentre l’obbligo di installare e mantenere regolarmente dispositivi antincendio ed estintori rappresenta un ulteriore onere economico e gestionale. Anche la necessità di dotare gli alloggi di rilevatori di monossido di carbonio, sebbene fondamentale per la sicurezza degli ospiti, ha comportato spese aggiuntive non previste da molti proprietari. Non meno rilevante è l’impatto dell’obbligo di identificazione personale degli ospiti, che ha complicato notevolmente le procedure di check-in, rendendo più complessa la gestione operativa e aumentando il carico di lavoro amministrativo per gli host.
“Il settore degli affitti brevi sta vivendo una fase di assestamento dopo anni di crescita esponenziale,” commenta un portavoce dell’AIGAB. “La diminuzione degli annunci riflette la difficoltà di molti proprietari nell’adeguarsi al nuovo quadro normativo, con l’uscita dal mercato degli operatori meno strutturati o non disposti ad affrontare i costi di adeguamento.”
Questo scenario sta spingendo numerosi proprietari a riconsiderare la destinazione d’uso dei propri immobili, con un crescente interesse verso la riconversione al mercato residenziale a lungo termine. Le locazioni tradizionali, seppur caratterizzate da rendimenti potenzialmente inferiori, offrono oggi diversi vantaggi significativi in termini di stabilità dei flussi di cassa, con contratti pluriennali che garantiscono entrate costanti. A ciò si aggiunge una drastica riduzione degli oneri gestionali e amministrativi, minori costi di manutenzione ordinaria e una notevole semplificazione degli adempimenti normativi e burocratici.
Questa tendenza potrebbe avere risvolti positivi per il mercato immobiliare residenziale nelle grandi città, contribuendo ad aumentare l’offerta di appartamenti in locazione e potenzialmente calmierando i canoni d’affitto, in un momento in cui la domanda abitativa nelle aree metropolitane continua a crescere.
Per proprietari e investitori, la scelta tra affitto breve e lungo termine richiede oggi un’analisi più approfondita, che tenga conto non solo dei potenziali rendimenti, ma anche del crescente divario in termini di complessità gestionale e oneri normativi tra le due opzioni.
Il monitoraggio continuo dei trend del mercato sarà fondamentale nei prossimi mesi per comprendere l’evoluzione di questa dinamica e le sue implicazioni di lungo periodo per il settore immobiliare italiano.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Affitti brevi in frenata, Dario Aquaro, Cristiano Dell’Oste, del 17 marzo 2025